Postato alle 11:53 di martedì, 30 settembre 2008

bacio3Il mio primo bacio, a 13 anni. Oggi mentre tornavo dalla spesa chi ti trovo di fronte ad un negozio? Il mio primo ragazzo, sì, quello che aveva 4 anni più di me e aveva ripetuto la 3 media per 4 anni....era de coccio il ragazzo!!!! Ma le sue aspirazioni erano altre, visto che il negozio di cui è proprietario è quello di un barbiere. Si chiamava Stefano era altissimo, moro con i capelli ricci, e mi filava tantissimo, dopo diversi mesi avevo deciso, che sì, quello era il momento per potermi fidare di lui, lui che aveva esperienza con le ragazze, che aveva lo sguardo tenebroso e che mi faceva tremare le gambe...sè gambe erano stecchini a 13 anni...... E dopo alcuni giorni di passeggiate con lui, ecco che arriva il primo vero bacio: umido-caldo-soffocante e lunghissimo....a momenti svengo. E quella sensazione la ricorderò per tutta la vita. Per semprissimo!!!!! Poi questa storia è finita dopo quel bacio, (per fortuna a 13 anni era un po' prestino perchè diventasse una cosa seria) ma ricordo che al mio ritorno a casa, mio padre aveva già compreso tutto. E ricordo che disse: Cristina non ci si innamora quando fila tutto liscio, ci si innamora quando finisce la benzina, in mezzo al deserto. Si fa il pieno di qualsiasi balla, di qualsiasi bella parola e assurdità, si infila di tutto in quel povero serbatoio secco.... Ma che tristezza pensai, e llora non capii quelle parole, ero furibonda perchè era finita...ero alla frutta e tristissima. E da lì ho iniziato ad interiorizzare tutto, a non sfogare più le mie malinconie, avevo deciso di diventare una donna: se qualcuno dice o fa qualcosa che ti turba, non lo fai notare (bella concezione della donna moderna)...no inghiottirai i tuoi sentimenti, li forzerai a starsene chiusi dentro di te, dove potranno nutrirsi, crescere e gonfiarsi fino a quando tu esploderai, imperdonabilmente, con estrema meraviglia della persona che ti è stata vicino. Questo fino al 19° anno di matrimonio, quando sono esplosa....ero una mina vagante che interiorizzava, facendo comprendere il mio stato d'animo non rispettato, finchè tutto quello che avevo dentro pammmmmmm scoppiò e tanti eventi sono passati ma non è il posto ed il momento per raccontare fatti dolorosi. Quello in cui invece mi voglio concentrare è il CAMBIAMENTO, quanto si investa sui propri sentimenti per poi scoprirsi assolutamente diverse dopo anni di DOLORE. E' questa la cosa positiva del dolore, del solco che lascia e che poi ti fa cambiare completamente, migliorandoti in tutti i sensi. Ci vuole tempo, se per tanti anni hai visto le cose in un certo modo, se per tanto tempo hai avuto nella mente una precisa immagine della situazione e poi scopri che quell'immagine è difettosa, bè è normale che ci voglia un po' a raggiustarla. E nel frattempo è inevitabile sentirsi leggermente ... sconnessi. E' così che a volte mi sento ancora....e quando mi capita ciò, preferisco starmene tranquilla da qualche parte, seduta preferibilmente sotto un alberto e guardare la vita da lontano.

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Prima che la mia anima mi parlasse, l'amore in me, era come un filo sottile teso tra due ganci.

Ma oggi l'amore è diventato un'aureola, il cui inizio è la fine e la cui fine è l'inizio. Circonda ogni essere e si estende lentamente ad abbracciare tutto ciò che sarà.

L'amore come la morte cambia tutte le cose.

Gibran

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Postato alle 17:03 di sabato, 27 settembre 2008

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Esiste un residuo emotivo: esso viene prodotto nelle officine del pensiero. E' formato dai dolori ormai passati, che adesso non sono più di alcuna utilità. E' costituito dai cauti provvedimenti che hanno avvuto un'importanza in passato, ma che nel presente non servono a niente. Il guerriero ha inoltre i suoi ricordi, ma riesce a separare quello che è utile da ciò che non è necessario: egli si libera del proprio residuo emotivo. Dice un compagno: "Ma questo fa parte della mia storia. Perchè devo abbandonare dei sentimenti che hanno segnato la mia esistenza". Il guerriero sorride, ma non cerca di provare cose che ormai non sente più. Sta cambiando, e vuole che i suoi sentimenti lo accompagnino.

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Il guerriero della luce si concentra sui piccoli miracoli della vita quotidiana. Se sa vedere ciò che è bello, è perchè ha la bellezza dentro di sè, giacchè il mondo è uno specchio che rimanda a ogni uomo il riflesso del suo viso. Pur conoscendo i propri difetti e limiti, il guerriero fa il possibile per mantenere il buon umore nei momenti di crisi. In fin dei conti, il mondo sta facendo ogni sforzo per aiutarlo, quantunque tutto ciò che lo circonda sembra affermare il contrario.

Da "Il guerriero della luce" di P. Coelho.

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Postato alle 11:17 di martedì, 23 settembre 2008

TERAPIA DI RECUPERO

POST ATTACCO DI STRESS

1) Una carezza di "Zorro" per coccolarti.....

martedi1

2) 7 anni in Tibet con Lui per calmare le tue ansie.....ahhhmmmm

martedi2

3) Un "duro a morire" per vivere nuove avventure....

martedi3

4) Un consulto medico per passare un giorno speciale....e ne esci come nuova iiii ......

martedì 5

5) Una guardia del corpo che si prenda cura della tua sicurezza....mentale e fisica!!!!!!

martedì 6

6) Un'arma letale per liberarti e farti fare pazzie.....

martedì 7

7) Un capo così che "apprezzi" il tuo modo di lavorare .... e chi lavora più?

marted

8) E sob al risveglio un tarzan così che ti faccia tornare alla tua realtà!!!!

martedì 10

FREGATE....FREGATE...FREGATE....UN SORRISO COME SEMPRE

martedì 11

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Postato alle 09:41 di venerdì, 19 settembre 2008

madre17Quanta vita dedico ai miei figli, una mamma impegnata al 100% per loro, eppure a volte ancora mi metto in discussione, eppure a volte  mi chiedo se loro comprendono questo grande impegno e questo grande amore,  eppure a volte mi chiedo come mi sono comportata io come figlia e poi torno al punto di partenza: quanta vita per i miei figli!

E porta dentro il bucato, ritira la scarpe da football riparate, rivedi compiti e lezioni, compra tutti i testi scolastici, telefono e orari del treno, il saggio della scuola di danza, panini pronti alla mattina, computer che si è inchiodato, riso a grana lunga perchè il risotto non scuocia....e una domanda che spero mi facciano sempre: mamma, dimmi mamma, come accidenti arrivi a far tutto? E un grazie? Sono egoista se arrivo anche a chiedere un grazie?

Grazie per avermi mostrato il tramonto per la prima volta, per avermi lasciato portare a casa sassi, conchiglie e foglie secche, per aver ospitato il mio gatto, per avermi fatto sentire viva, grazie per "Prova, datti da fare, e se non riesci a farlo, dedicati a qualcosaltro" così mi hai risparmiato un sacco di angosce. Grazie per non aver mai detto: "Te l'avevo detto" o meglio non troppo spesso,  per essere sempre stata lì, lì diponibile a tutte le ore per consigli, coi bagagli fatti e pronta a partire se ce ne fosse stato bisogno all'improvviso.  Grazie per le tue spalle forti su cui piangerci sopra, grazie per la tua inesauribile riserva d'amore, qualsiasi cosa io avessi fatto sempre!!!!!!!!!!

madre6

Mia madre voleva che io fossi le sue ali, per volare come lei non aveva mai avuto il coraggio di fare. Le voglio bene per questo. Amo il fatto che voleva dare vita alle sue ali. (Erica Jong 1942).

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Postato alle 15:12 di lunedì, 15 settembre 2008

 

E poi dicono la tecnologia. Qualche mese fa in Alaska un impiegato degli uffici amministrativi del governo ha pigiato un tasto sbagliato del computer e ha distrutto dati per 38 miliardi di dollari. Ripeto la cifra. 38 miliardi di dollari..Trentotto miliardi di dollari non son mica pochi. Comunque. Lui ha schiacciato cancel e ciao. E poi dicono che il computer ci semplifica la vita. Certo. Ce la semplifica perché la vita è fatta di tanti sentimenti complicati che si mescolano fra loro invece quando sei al computer ne hai uno solo, l'odio. Un sentimento quasi solido. L'odio di quando Windows comincia a sdavanare. Basta uno starnuto un po' più forte, uno sfioramento involontario di tastiera, uno scivolamento di cracker che pigia a minchia un qualsivoglia tasto che senti: WANN!!!! e compare la scritta: Si è verificato un errore irreversibile l'applicazione verrà terminata... E se tu non hai ancora salvato il documento ciao. Ma perché? Ma perché mi chiedi se voglio salvare quello che ho scritto? Cosa ti devo rispondere?
No, che non lo voglio salvare. Ho scritto per due ore per irrobustire i muscoli delle dita…. perchéHo scritto tanta tanta roba per poi buttarla nel cesso. Ho scritto 20 pagine così, per niente, perché sono una povera pazza felice della legge Basaglia, scrivo scrivo per poi scatafrattare tutto via. CERTO, CHE VOGLIO SALVARE! NON ME LO DEVI NEANCHE CHIEDERE, DEVI FARLO! Se mai sono io che se voglio buttare quello che ho scritto lo butto, è una forma di libero arbitrio, se no tu salva sempre, testa di cretino. Ma fosse solo questo. E quando fai copia e incolla e il computer da solo ti cambia i caratteri di quello che hai scritto? Ti compare un bel Century gotic al posto del tuo solito Arial? Ah.... rabbia funesta... corazon espinado... Ma lo sai macchina delle mie grandissime cime di rapa, che oltre a cambiare il carattere tu, fai cambiare il carattere anche a me che prima ero normale e poi divento un diavolo della Tasmania? Una bella una bestia e una bestia tutto insieme. Perché mi sposti i margini, così, senza un perché? Che improvvisamente mi tocca scrivere impaginato tutto strofe come le rime di Cavalcanti?

 

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Postato alle 10:03 di mercoledì, 10 settembre 2008
Non si possono raccontare sempre cose tristi , come nel mio ultimo post, però a volte ci sono situazioni che urlano dentro, ci sono persone nella tua stessa condizione e non sai come aiutarle se non descrivendo la tua stessa esperienza…ma insomma…però ora torniamo a sorridere, perché questo è lo scopo del mio blog…respiridivita vuole essere un tuffo nella vita al positivo, perché è così che io la sto vivendo, nonostante i dolori, i fallimenti, le vicissitudini….io respiro la mia vita a pieni polmoni vivendola intensamente.
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…. Io vorrei conoscere di persona i signori che di mestiere inventano i nomi delle medicine, quelli che prendono lo stipendio per battezzare le supposte….ma il massimo, l’apice della follia umana, sta racchiuso nel nome di un farmaco che si chiama (giuro, esiste) BEN UR, ma vi rendete conto? Perché allora non chiamare quello contro la diarrea: QUO VADIS? (Luciana Littizzetto)
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Postato alle 12:55 di lunedì, 08 settembre 2008
madre20
Diremo ai bambini che la loro vita sta per cam­biare, con parole ingannevoli e vili, diremo lo­ro di non preoccuparsi. I loro genitori li ama­no, e questo è ciò che conta, ripeteremo. I loro genitori sono annientati, sfiniti per le notti in­sonni, per i tentativi di salvataggio, per i lunghi tunnel comatosi, per la speranza svanita; ma davanti a loro si tratterranno, quasi sorridenti, e pronunceranno due frasi, tutt'al più, due o tre frasi composte per l'occasione, un susse­guirsi di parole che racconteranno dell'amore e della fine dell'amore, dell'amore che provia­mo per loro e dell'amore che non proviamo più l'uno per l'altro. Due frasi che uccideran­no qualcosa dentro di loro, dopo che qualcosa è morto dentro di noi. Chiameremo i bambini, stasera, come abbiamo deciso, prima o dopo cena, non abbiamo ancora scelto. Ci riuniremo tutti e quattro in soggiorno, o intorno al tavolo della cucina. Pensavamo di evitare la sera, per­ché subito dopo c'è la notte. Volevamo evitare il mattino, perché subito dopo c'è la scuola. Volevamo evitare di rendere infelici i nostri bambini, e invece confermeremo le statistiche. Tenteremo di sdrammatizzare, inserendoci in quel grande movimento che separa i papa dalle mamme. Forniremo loro le prove che l'amore non è niente, niente di quello che ci avevano fatto credere. Spezzeremo le loro illusioni, tra­smetteremo loro il gusto dell'incompiuto. Ap­pariremo ai loro occhi in una nuova luce, me-diocri e colpevoli, approssimativi. Diremo an­cora « noi », per l'ultima volta, poi comincere­mo a parlare come tutti i genitori separati, di­remo « tuo padre », diremo « tua madre », e so­prattutto passeremo definitivamente alla pri­ma persona singolare. Tenteremo di non mo­strare troppo la nostra amputazione. Stasera diremo ancora «noi», «noi vi dobbiamo par­lare », « noi, papa e io, abbiamo deciso ». Ab­biamo deciso di non dire più «noi», è un nuo­vo vincolo, una sorta di gioco, una grande cac­cia al tesoro nel cuore della foresta, vedrete, vi divertirete molto. Avrete papa da una parte e mamma dall'altra, non li vedrete mai più insie­me, ognuno starà nella sua capanna, niente paura, non è la storia di Pollicino, papa e mamma non vi abbandoneranno, anzi, si bat teranno per avervi, diventeranno nemici per tenervi. Vedrete, sarà una grande avventura, papa e mamma vorranno farvi sempre conten­ti, avrete due Natali e due compleanni, e anche due camere e due televisori. Vedrete come cre­scerete, imparerete a prepararvi la borsa da so­li, senza dimenticare l'orsacchiotto né le medi­cine. Diventerete degli avventurieri dei tempi moderni, sempre in movimento, con un fagot­to sulle spalle, imparerete a viaggiare da soli, a prendere l'autobus e a scendere alla dodicesi­ma fermata. Andrete dal parrucchiere con papa e dal dentista con la mamma, dalla nonna Jeanne con papa e dalla nonna Yvonne con la mamma. Vedrete come si amplierà la vostra vi­ta, come si estenderanno i vostri territori, vi­vrete due volte la stessa situazione, avrete dirit­to sia al mare sia alla montagna, andrete più spesso al cinema, mangerete più gelati, avrete due pigiami. Potrete gustarvi tutti gli extra. Di­venterete campioni di calendario, imparerete a contare i giorni, la metà delle vacanze, le setti­mane pari, diventerete degli emigranti, quasi degli interinali. Sarete attesi, desiderati, il vo­stro ritorno sarà una festa, non conoscerete più la routine dei genitori indifferenti, dei ge­nitori esasperati dalle vostre sciocchezze, dalle vostre difficoltà a prendere sonno. Sarete un po' come figli unici, con il vostro genitore uni­co. Potrete permettervi quasi tutto, perché sof­frirete; sentirete dire che siete sconvolti; pren­derete brutti voti a scuola, e sarà normale; prenderete bei voti, e sarà una sorpresa; avrete mal di testa, avrete mal di pancia, e sarà logico; qualunque cosa farete la colpa sarà dei vostri genitori separati. Vi proporranno di andare dallo psicologo, un signore con cui potrete parlare dei vostri problemi, ma voi non saprete di quali problemi si tratta, starete benissimo. Tirerete qualche calcio in cortile durante la ri­creazione, a volte sbatterete la testa contro il muro, farete disegni neri e rossi, sempre lo stesso incendio, ma starete benissimo. Sarete docili con papa, e anche con la mamma, vorre­te accontentare l'uno e l'altro, diventerete i re della compiacenza, difenderete entrambi i vo­stri genitori. Sarete dei messaggeri, farete da tramite; dopo aver ascoltato delle frasi qua e là, durante i pasti, nel corso di qualche conversa­zione telefonica, troverete il modo di far perve­nire le informazioni, in tutta innocenza, semi­nerete il dubbio per via della vostra stessa pau­ra. Vivrete nella paura, chiuderete gli occhi, al­la festa della scuola, quando papa si avvicinerà alla mamma, non vorrete vedere quando, sotto il portico, in piedi l'uno di fronte all'altro, si parleranno, vivrete nella paura, ma anche nella speranza che i vostri genitori tornino a vivere insieme. Sentirete qualcosa di strano, la sera nel vostro letto, non vi addormenterete subito, a volte vi verranno dei pensieri complicati, vi immaginerete che sia tutta colpa vostra, sono i bambini che fanno separare i genitori. Vi dire­te che sarebbe meglio scomparire, aspetterete di diventare più grandi. Preferirete farvi di­menticare, camminerete rasente i muri, sarete preda di mille contraddizioni, non vorrete re­care disturbo ma avrete paura di non esistere. Sarete vittime di questo tormento, non andrà mai bene. Vi sentirete in difetto, vorrete torna­re indietro, avrete nostalgia di quando eravate piccoli, ricomincerete a fare la pipì a letto. Vi rifiuterete di crescere, vi girerete il boccone in bocca cento volte. Vorrete dormire tutti e due nella stessa camera e poi nello stesso letto, il fratello maggiore e la sorellina. Non riuscirete a, addormentarvi senza la luce accesa e la porta aperta. Vorrete dormire insieme e diventerete papa e mamma, resterete l'uno accanto all'al­tro, non vi separerete mai.
 
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Postato alle 13:48 di mercoledì, 03 settembre 2008
203_ma_tace
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Postato alle 09:10 di lunedì, 01 settembre 2008

marilyn2Cosa scriverò da ora in poi? Avrei tante emozioni da esprimere ora che le vacanze, l'estate e tutto il resto sembra volgere alla fine e nuove pagine si possono colorare....quindi mi preparo per nuove emozioni da regalare a chi mi legge, perchè è questo lo scopo di questi blog, regalare sorrisi ed emozioni....a presto!

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