Postato alle 15:28 di martedì, 10 novembre 2009

Non mi interessa saere qual'è il tuo mestiere
voglio sapere per cosa si strugge il tuo cuore e hai il coraggio di sognare
l'incontro con ciò che esso desidera.
Non mi interessa sapere quanti anni tu abbia
mi interessa sapere se correresti il rischio di fare il pazzo
per amore, per il tuo sogno, per l'avventura di essere vivo.
Non mi interessa sapere quali pianeti quadrano con la tua luna
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se le difficoltà della vita ti hano portato ad aprirti
oppure a chiuderti in te stesso nel timore di soffrire ancora.
Voglio sapere se sei capace di stare nel dolore, tuo o mio,
senza far nulla per nasconderlo, o per allontanarlo
o cristallizzarlo.
Vorrei sapere se sei capace di stare nella gioia, tua o mia,
se puoi scatenarti nella danza e lasciare che l'estasi
ti invada fino alla punta delle dita delle mani,
senza esortarci ad essere prudenti o realistici, o consapevoli
dei limiti umani.

Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera
voglio sapere se sei capace di deludere un altro per restare
fedele a te stesso e non tradire mai la tua anima
a costo di lasciare che gli altri ti chiamino traditore.
Voglio sapere se puoi essere di parola e quindi degno di fiducia:
Voglio sapere se sei capace di trovare la Bellezza anche nei
giorni in cui il sole non splende
,
e se puoi nutrire la tua vita della Sua presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo ed il mio,
e ancora ergerti sulla riva di un lago gridando "SI"
al bagliore d'argento della luna piena.
Non mi interessa sapere dove vivi nè quanto denaro possiedi
voglio sapere se dopo una notte di pena e disperazione
sei capace di alzarti, sfinito e con l'anima ricoperta di lividi,
per metterti a fare ciò che c'è da fare per i figli:
Non mi interessa sapere chi conosci nè perchè sei qui
voglio sapere se starai in piedi con me al centro
del fuoco senza tirarti indietro.

Non mi interessa sapere dove o cosa o con chi hai studiato
voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro quando tutto
il resto viene a mancare.
Voglio sapere se puoi stare da solo con te stesso,
e se la tua compagnia ti piace veramente
nei momenti di vuoto......

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Postato alle 09:39 di lunedì, 09 novembre 2009

Sono uscita SIgnore;
fuori tutti andavano, venivano, camminavano, correvano.
Correvano le bici, le macchine, i camion, la strada, città, tutti....
Arrivederci, scusi...non ho tempo.
Non posso attendere, ripasserò....non ho tempo.
Avrei voluto aiutarti....ma non ho tempo.
Non posso accettare....non ho tempo.
Non posso riflettere, leggere....non ho tempo.
Tu comprendi....Signore vero?
Non abbiamo tempo.
Il bambino gioca....non ho tempo subito...più tardi.
Lo scolaro deve fare i compiti...non ho tempo...più tardi.
Gli sposi hanno la casa da arredare....non hanno tempo...più tardi.
Il padre di famiglia, la madre hanno i bambin...
non hanno tempo...più tardi.
I nonni hanno i nipotini....non hanno tempo...più tardi.
Sono malati! Hanno le loro cure....non hanno tempo...più tardi.
Sono moribondi....non hanno....troppo tardi!!!!
Signore, tu che sei fuori del tempo, sorridi nel vederci
lottare col tempo. Tu sai quello che fai non ti sbagli
quando distribuisce il tempo agli uomini.
Oggi ti chiedo di fare coscienziosamente, nel tempo
che mi dai, quello che tu vuoi che io faccia....amen (M. Quoist)


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Postato alle 10:30 di giovedì, 05 novembre 2009

 Y

Ieri sera, dopo tantissimi anni, sono andata a Teatro a vedere un concerto del

pianista Ryuichi Sakamoto: un incanto! Ascoltare Ryuichi Sakamoto da solo

 al pianoforte è un evento, tanto più se in scaletta ci sono i brani delle colonne

 sonore di film che lo hanno reso celebre, da Furyo con David Bowie a

L' ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Sakamoto è un grande artista

giapponese, sperimentatore e contaminatore di generi diversi, ecologista,

 filosofo, non scrive spartiti, perché è mancino e fa fatica, ma preferisce

l’improvvisazione: lui ha tutto in testa. Lui stesso dice: la musica è complessa,

uno strumento non basta, infatti ieri sera erano presenti due piani sul

palcoscenico: uno suonato da lui e l’altro programmato al computer.

Perché? «Un brano musicale è una forma di espressione complessa: un solo

strumento non basta a rappresentarla. Con due, penso di riuscirci meglio".
Sul palco solo i due piani e una tela immensa su cui venivano proiettati
semplici disegni: linee, movimenti concentrici, spirali, movimenti del mare
e a volte comparivano le sue parole o le sue domande….tutto semplice pulito
ma molto profondo. Di seguito, tradotti in italiano, i suoi pensieri apparsi
sulla tela:

 

 

È la guerra vecchia come la gravità?
Se amo la pace, devo anche amare gli alberi?
Ci sono animali a cui piace la pace e animali a cui piace
la guerra?
È la pace tranquilla?
È fare la guerra un istinto che ereditiamo dai nostri antenati
cacciatori o agricoltori?

Erano gli agricoltori i primi guerrieri?
Amiamo noi senza pensare?
Facciamo noi la cosa giusta senza pensare?
Quando i bambini bisticciano con i loro fratelli e sorelle,
stanno imparando come fare la guerra?

Come esploriamo i limiti dei nostri corpi senza guerra?
Perché paragonano la guerra a un uomo e la pace a una donna?
La pace è imprevedebile.
Perché la guerra è così eccitante?
La guerra è il gioco migliore, e la lotta peggiore.
È la pace il lavoro più duro?
È la pace un tempo di tensione?
Quali sono i diversi tipi di vittoria in una guerra?
In una gara?
È la disperazione una soluzione?
Perché è pericoloso dire: non scordare mai?

(traduzione di Yours Truly)

 

 

U

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Postato alle 10:54 di lunedì, 02 novembre 2009
 

 Ho appreso ieri sera della sua morte....io la voglio ricordare così!!!!!!

 

 

 

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
ALDA MERINI

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Postato alle 13:12 di venerdì, 23 ottobre 2009

y

Ma basta basta basta pretendere ….sempre il meglio.
Basta….quindi ....cri smettila tu per prima di esigere tanto.
Intanto hai sempre sbagliato ad amare di più il “DEVO” rispetto
al “VOGLIO”
DEVO LAUREARMI
DEVO SPOSARMI
bè per i figli
VOGLIO AVERE I MIEI BAMBINI.
Non so se capita anche a voi, ma perché ci prende l’ansia da
prestazione? (ognuno ha la sua): dobbiamo fare tutto e dobbiamo
farlo nei tempi socialmente prestabiliti; se pensiamo al lavoro
diventiamo delle carrieriste senza cuore, bè però questo non è
il mio caso, ah se poi abbiamo come unico scopo costruirci una
famiglia, si appare inevitabilmente retrò…e pensare che io sono
alla seconda famiglia!!!!!!
Lo dicevano ieri sera anche al TG, le donne del 2000 tuttofare,
non si incontrano più tra di loro, ma usano internet per comunicare,
per visitare siti dove trovano consigli per mamme e donne, dove
trovano altre donne con cui scambiare consigli
 ecc.ecc.
una donna oggi deve mostrarsi soddisfatta e realizzata sotto tutti
 i punti di vista: lavoratrice instancabile (non è il mio caso lo
ripeterò all’infinito), instancabile in casa!!!! uPoi naturalmente
deve andare in palestra, perché non si sa mai che la gente
pensi che si trascuri secondo me invece è un modo di
scaricare il nervosismo che ti creano tutti i DEVO di prima.y
Poi finalmente alla sera torni a casa e cena….MICA AVRAI FAME
VERAMENTE? Noooooo chiaro, io sono donna, poi ad una certa età
si tende alle forme BOILER, quindi una bella insalatina dopo 12 ore
di fati è la cosa migliore …makkè insalatina cavolo stasera vasetto
di nutella alla mano!!!!!
Poi ci mettiamo anche l’istinto materno? Bè se non hai quello sei
proprio una merdina!!!!!
E allora corri, corri, corri perchè il tempo sembra non bastare mai.

y
"Com'è che la mia amica si è già laureata, è già andata a convivere,
pesa 45kg (brutta stronza che ti possano dare una cura di cortisone
al più presto!), va in palestra e la sera cucina pure?"
Devo essere in pari con le mie amiche. Devo esserlo. Non devo
rimanere indietro. Maii!!
Devo, devo, devo. Corri, corri, corri.
Ma che cazzo corri? 'Ndo vai? y
Se una si chiede questo si salva. Perchè la domanda successiva è
il nostro telefono d'emergenza sulla autostrada della vita.
"Ma tu veramente cosa vuoi? Vuoi una vita che sia alla pari con quella
delle tue amiche, o vuoi una vita che piaccia a te anche a costo di non
far scelte nazionalpopolari?"
E guardate che non tutte rispondono "la 2". Perchè per rispondere
la 2 ci vuole fegato.
Anzi scusate PERSONALITA'.
Quella vera però. Non quella che una trae aderendo ad un modello di
donna preconfezionato dalla società moderna. Modello tuo, taglia
pure. Niente sponsor.
E' quando una smette di trovarsi solamente nel lavoro che fa, nel
compagno che ha scelto, nell'ambiente che la circonda, nei vestiti
che mette, nel peso che appare sulla bilancia,  che comincia veramente
a vestirsi di se stessa.
Sarebbe bello che noi donne fossimo più solidali tra di noi, invece che
in perenne competizione le une con le altre. Sarebbe bello che ci
facessimo vedere per quelle che siamo, con tutte le incertezze che
abbiamo invece che presentarci come delle wonder woman senza un
minimo di timore per quello che ci aspetta. Saremmo sicuramente
più autentiche.

y

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Postato alle 09:43 di martedì, 13 ottobre 2009

Specchio, specchio delle mie ipnosi, per ora ti giro sul retro ed anche ti copro.
Non so cosa consigliarmi, questo week è stato un tormentone interiore, per lo stress sono arrivata a fine corsa.... allora ho innescato il pilota automatico …. Che ha detto STOP.
Bene esco senza creme, senza niente, senza pillole e senza SENSI DI COLPA…essì i sensi di colpa mi rodono stupidamente spesso....e di chè? Non ho proprio nulla di cui vergognarmi.
Allora ESCO e mi porto a spesso la faccia che ho. Lascio il mio mondo a casa.
Voglio essere libera di non essere bella, di essere come sono, rivendico il diritto di avere il muso, di avere la luna, di avere i nervi, di essere magra, di essere stancaaaaaaaaaaa … perché ci vuole.
Basta autoipnotizzarsi: li-be-ra-mente è la parola chiave, li-be-ra-mente.
Essere bella dentro.
Il lifting dei pensieri.
Consigli per risollevarsi: un respiro pro-fon-do e poi si battono le mani, ciac! Facciamone tre. Ree-spii-roo e uno e due e ciac-ciac. In effetti mi sento già meglio. Ancora: uno, due, ciac-ciac; anzi: unò, duè, ciac-ciac; unò, duè e ciac.
E cik e ciak e cik e cik e cik e ciok. Ciok- ciok.
Dopodichè torno a casa, fregandome degli sguardi allibiti incuriositi e direi anche divertiti delle persone che incontro, ma torno a casa più allegra, serena e liberaaaaaaaaaaaaaa.
E quindi inizio la settimana con un sorriso a tutti voi!!!!!!


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Postato alle 09:43 di venerdì, 09 ottobre 2009

 

Chi è per te l'Angelo Custode?

L'Angelo Custode sono sicuro che non esiste, è una specie di cartone animato che hano inventato i preti assieme ai nostri genitori che non ne possono più per farci stare buoni. Ma alle mie spalle io non ho nessuno, nè angelo nè diavolo, e penso che se si dicono queste bugie ai bambini poi da grandi diventano scemi come baccalà e anche tonti e li sfottono tutti in mezzo alla strada. Io, poi, se voglio, quando non sono incazzato so fare il bravo anche da solo!!!!!

Racconta un episodio del Vangelo ....

All'inizio i 12 apostoli non erano proprio nessuno. Chi li conosceva? Erano per la maggior parte pescatori e fruttivendoli. Un giorno Gesù, vedendo san Pietro nervoso perchè non aveva preso neanche un'alice, gli dicce: "Ritorna in mare e ti abbufferò di pesci, basta che ti fai apostolo". San Pietro così fece, ritorno con due o tre quintali di pesce e da quel momento seguì Gesù. Proprio adesso che poteva fare affari d'oro si mise a seguire Gesù e per questo fu nominato santo. I 12 apostoli all'inizio nessuno sapeva parlare bene, facevano tutti gli errori di ottografia. Quando accompagnavano Gesù a fare qualche miracolo gli facevano fare sempre brutte figure di prestigio. Loro non avevano colpa di questo perchè a quel tempo le scuole erano riservate ai nobili e ai romani. Allora ci pensò lo Spirito Santo ad aiutarli. E scese. Scendeva lento lento, come nella moviola e si metteva sulla testa dei dodici apostoli, anzi undici, perchè nel frattempo Giuda si era impiccato. E imrpovvisamente loro incominciarono a parlare tutte le lingue del mondo...per esempio "arrivederci" si dice OREVUAR in francese, AUFFIDELSEN in tedesco, GUDBAI in americano. Ed erano molto contenti. Eccetto San Pietro che dopo che ebbe tradito a Gesù finì con la testa sotto terra e i piedi in cielo.

(da Dio ci ha creato gratis di M. D'Orta)

Ma saranno esempi di pura sensibilità ed ingenuità i bambini? Troppo troppo troppo!

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Postato alle 13:06 di lunedì, 05 ottobre 2009

 

Buon giorno amici
In questo weekend avevo mille pensieri da condividere con voi, mentre vivo la mia vita a volte mi fermo un attimo, e mi dico: ecco questo dovrei scriverlo sul mio blog. Perché è nei week che la mia vita viene vissuta intensamente, perché nei giorni della settimana passando 8 ore al lavoro, direi che non è proprio quella la mia ragione di vita.
Quindi mi ritrovo al lunedì mattina smarrita davanti al foglio bianco di questo blog, il quale mi interroga, e avrei mille cose da dire, ma poi non so da quale iniziare. Alcuni argomenti mostrerebbero troppo di me, smaschererebbero delle intimità che reputo rimangano solo di mio predomino, altri mi renderebbero troppo scontata, oppure potrei risultare noiosa e poco originale, insomma l’approccio è sempre l’ESSERE, come diceva fromm.
Allora cerco di sorridere ugualmente e di prendermi un po’ in giro, ricorrendo a volte all’ironia, altre alla filosofia oppure all’introspezione.
Ed ecco che supero il blocco, e inizio a scrivere libera e sincera. Forse è vero che l’indole non si cambia ma credo possa essere educata. Perciò spero di regalare a voi, ma anche a me stessa, pagine ricche di passione, di stimoli e di energia che possano incantare ed emozionare.
Pagine stemperate qua è là da uno spruzzo di buon senso e saggezza che facciano riflettere su quanto è bella la vita e convincere che sarebbe un delitto rinunciare a raccontarla.

Buon lunedì a tutti….perchè su questo non si discute…è lunedì.

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Postato alle 09:33 di giovedì, 01 ottobre 2009

QUEI GIORNI

Perchè noi donne nel periodo premestruale siamo praticamente inavvicinabili?
Ho letto alcuni articoli medici e li ho sintetizzati per dare luce a chi non vive bene quel "certo periodo" e per chi deve sopportare noi donne in quel "certo periodo.
Se vi chiedete come mai, durante la sindrome premestruale, una donna si sente
dolce come Ashlee Simpson e un'altra come se l'entourage di Crudelia de Mon
le fosse passato sopra, molto dipende dalla sensibilità individuale degli ormoni.
Il periodo premestruale è caratterizzato da un calo di ormoni come estrogeni-progesterone e testosterone che provoca un temperamente suscettibile. laVolete sapere quale ormone provoca determinati sintomi? Certo che sì, come altrimenti potreste sapere, quale far mandare al diavolo alla vostra donna quando la colgono i sintomi diabolici? Il crollo di testosterone provoca una diminuzione della fiducia. f  Il crollo di estrogeni provoca eccessi di
nervosismo, ansia, facilità al pianto e momenti di tristezza improvvisi.
fid
Se inventassero un medicinale o qualcosa di naturale in modo da mantenere
in equilibrio questi ormoni anche in quei giorni si riuscirebbe a mantenere
l'umore più stabile e si riuscirebbe a convincere i nostri uomini ad uscire
dal loro nascondiglio.
Io un rimedio del tutto naturale ce l'avrei: dal 18° gg in poi, quando testo-
sterone e progesterone sono in salita, potremmo stare a casa a fare torte,
sferuzzare o sfogliare l'ultima copia di Marie Claire, e se proprio abbiamo
la necessità di uscire, ci si dovrebbe incontrare solo con le vecchie amiche
e si dovrebbe evitare tutto quel folleggiare da una festa all'altra.
Cioè una sana compagnia solo con sè stesse!!!!!! s

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Postato alle 10:43 di mercoledì, 30 settembre 2009

Cinque cannibali vengono assunti come impiegati in una ditta. Durante la presentazione, il Direttore Generale dice: Adesso siete parte del gruppo, qui si guadagna bene, e se avete fame potete   andare alla mensa aziendale. Quindi non date noia agli altri impiegati!
I cannibali promettono solennemente di non disturbare gli altri.
Quattro settimane dopo il Direttore Generale torna e commenta
soddisfatto: State tutti lavorando bene, e sono molto soddisfatto di voi ..... Anzi da   due o tre settimane l'azienda sta andando a gonfie vele . Però da ierisembra scomparsa una delle ragazze delle pulizie e quindi gli uffici sono  tutti sporchi.
Qualcuno di voi sa cosa è successo?
I cannibali dichiarano di non saperne niente della ragazza.
Il direttore si congeda ed allora il capo dei cannibali dice agli
altri:Avanti, chi e' il coglione che si e' mangiato la ragazza?
Uno alza esitante la mano, ed il capo dei cannibali inviperito
esplode:Sei veramente un deficiente! Per quattro settimane abbiamo mangiato soloResponsabili Marketing, Capi Area, coordinatori Area Manager e Product Manager, in modo che nessuno si accorgesse di un cazzo di niente, e tu ....
tu...... dovevi proprio mangiarti la ragazza delle pulizie?!?

E' proprio cosììììììììì

 

 

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Postato alle 08:52 di venerdì, 25 settembre 2009
Prendimi per mano – disse una donna ad un fiore appena sbocciato nel suo giardino. E il fiore appena nato, nel suo aureo sbadiglio disse: Io non possiedo mani sono semplicemente un fiore. Ma la donna sorda, perché presa dai bisogni, continuò nel dire con fervore: prendimi per mano!
Il fiore la guardò compassionevolmente e disse: Schiudi quella mano che da troppo tempo chiudi stretta a pugno! La donna colta da un improvviso entusiasmo, aprì il pugno immediatamente, pensando che il fiore avesse accettata la sua insistente preghiera.
Ora avvicina la tua mano schiusa sino a me – aggiunse il fiore.
La donna avvicinò la mano al fiore, e questo scrollò la sua corolla, lasciando cadere in quella mano mille piccolissimi semini. La donna guardò quella leggera polverina depositarsi nel palmo della sua mano, e con sguardo interrogativo rivolse gli occhi al fiore.
Ora sì che puoi stringere di nuovo il pugno – disse il fiore con voce maestra!
Vedi, nella vita stringerai i pugni solo per difendere qualcosa di prezioso, ma se nelle mani non avrai nulla, ricordati di non chiuderle mai, la generosità è il solo decoro dell’uomo e di quei semi che fiorisce il cuore.
Fiore ma io volevo che mi prendessi per mano, cosa me ne faccio di questi semi?
Fa fiorire quei semi nel tuo cuore, solo da quella terra nascerà un fiore in grado di prenderti per mano, niente di quel che è fuori da te ha mani per riscaldarti il cuore.
Raccogli i semi della vita e fa che mettano radice nell’unica terra che produrrà frutto, la terra del tuo cuore.
Una donna saggia ha mani schiuse e cuore fertile, raccoglie e semina alla luce dell’Amore. (Dal web)
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Postato alle 12:48 di venerdì, 18 settembre 2009
Spesso sento un impulso irrefrenabile a scrivere, un’impellenza a svuotarmi dei pensieri che si rincorrono alla rinfusa nella testa. A volte, però, quando accendo il computer eccitata da un’idea, all’improvviso rallento e, di fronte al monitor bianco che mi fissa, mi blocco.
Succede quando mi sforzo di ordinare le idee, quando tento di vestirle con parole nuove, di impacchettarle in frasi originali, non consumate. In realtà vorrei semplicemente che i pensieri sgorgassero lì, sul foglio virtuale, che si traducessero senza bisogno di grammatica, struttura e stile, senza inciampare sui tasti e cadere nella convenzione.
In questo momento, per esempio, mi vengono in mente due cose a proposito dello scrivere e del perché si scrive. La prima è una convinzione e un consiglio di un mio caro Amico, e cioè “se proprio vuoi scrivere cerca di infilare qualche cosa di davvero sorprendente almeno ogni due o tre pagine, qualcosa che spiazzi chi legge, che sconcerti o fulmini, che inviti a riflettere o che diverta pazzescamente! Un aforisma, una frase che basti a se stessa e viva per sempre!” Certo, è uno scherzo per lui che è un maestro di fantasia e immaginazione ma in realtà non è così immediato, almeno per me, e nemmeno così frequente se penso alla quantità enorme di romanzi che spulcio nelle librerie, con la vana speranza di trovarci un arcobaleno al posto del solito bianco e nero.
La seconda cosa che mi balena alla mente me la suggerisce Anais Nin, scrittrice uterina, come le piaceva definirsi. Una volta disse: “Sono i sensi la fonte più ricca della scrittura, e gli strumenti dello scrittore non sono l’inchiostro e la carta ma il suo corpo, la sensibilità dei suoi occhi, delle sue orecchie e del suo cuore. Se sono atrofizzati, non deve più scrivere.” Sono innamorata di questo pensiero. Vorrei saper stringere un nodo tra le sensazioni e le parole e invitare chi legge a ballare con me, a sentire il profumo della pioggia sulla pelle, regalare le carezze delle onde sui piedi, il solletico del sale sulle labbra e vorrei mostrare di quanti rossi diversi può essere fatto un tramonto.
Penso che non sia facile a volte scrivere, perché ciò corrisponde a far calare una maschera, però può diventare un’esperienza liberatoria, addirittura terapeutica, è come creare un mondo tutto mio, un’atmosfera in cui poter respirare, regnare e ricrearmi, come diceva Anais, parlando dei suoi diari. Ecco, il Diario è il luogo ideale, l’atmosfera in cui all’anima è concesso di spogliarsi e di guardarsi senza veli allo specchio.
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Postato alle 13:49 di martedì, 15 settembre 2009

DONNE 7Cri....facciamola finita con i pensieri funesti, con le parole in cui uno spirito senz'anima trionfa, basta con i pugni serrati e la collera da malvagi, basta con l'abominevole rancore...Perchè IO ora voglio essere condotta nella mano che farà tremare la mia, camminare dritta e calma nella vita, verso la meta a cui mi spingerà il destino, senza rabbia, nè rimorsi e lotterò sempre per tutto questo.

Quando qualcuno guardandoti negli occhi riuscirà a sentire la voce dei tuoi silenzi, potrai dire di aver trovato un amico!!!!

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Postato alle 10:55 di lunedì, 14 settembre 2009
Ciao a tutti amici
stamattina una mia amica mi ha girato una mail con le notizie che vi riporto sotto. In merito non esprimo alcun giudizio favorevole o meno, perchè queste notizie cmq mi disorientano, noi genitori siamo sempre alla mercè di vari pareri medici fra loro discordanti, cito ad esempio il vaccino contro il papilloma per le femmine, e alla fine è solo il nostro istinto genitoriale che decide, e questo mi fa molto arrabbiare perchè mi chiedo: cosa ce ne facciamo della scienza?
Il Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva, scrive una lettera informativa ai genitori sull'influenza A/H1N1, valutando l'utilità o meno di sottoporre i propri figli alla vaccinazione.

È importante essere a conoscenza dei dati oggettivi sulla diffusione e presunta gravità e atipicità dell'influenza per poter scegliere in maniera consapevole e responsabile in un contesto - come quello attuale - fortemente condizionato dai mezzi mediatici.


Vi preghiamo pertanto di diffondere questa lettera il più possibile:



*LETTERA AI GENITORI SULLA "NUOVA INFLUENZA"*


Cari genitori,

ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.

La mia risposta è NO! Un 'no' motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un 'no' controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:
avranno le loro ragioni.

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L'epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l'unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell'influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l'A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell'inverno australe (che coincide con l'estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell'inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno "normale" i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l'influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l'influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l'influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.

Perchè allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell'Emisfero australe ci rassicura: l'influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E' un tipico esempio di "invenzione delle malattie" (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l'influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto' di un gravissimo errore prognostico?

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l'attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l'azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell'influenza. Né va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l'Oseltamivir contro l'A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.

...E i vaccini?

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l'Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un'attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l'influenza stagionale, sappiamo che ha un'efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l'influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un'epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un'influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l'errore del 1976.

Un'altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Come curarsi?

Per curare l'influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l'uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell'epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il "consenso informato", una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l'indennizzo ai danneggiati.
Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.



Dott. Eugenio Serravalle,
Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale


Pisa 6 settembre 2009

Per la stesura della lettera ho utilizzato quanto scritto dal Dr J. Gérvas:
http://www.equipocesca.org/Gripe
https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/Gripe_A, paciencia y
tranquilidad
http://www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08/gripe-a-paciencia-y-
tranquilidad-9.doc
https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08
/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad-9.doc.
e la Lettera aperta sulla nuova influenza dell'Associazione Culturale Pediatri.

Eugenio Serravalle
autore di Bambini super-vaccinati


aggiornata il 09.09.2009 a cura di Redazione bambinonaturale
www.equipocesca.org
Fonte: www.equipocesca.org

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Postato alle 15:41 di giovedì, 10 settembre 2009

Non isolarsi

E' facile oggi sentirsi sperduti
nel mondo così complesso,
dove nulla pare essere
a favore delle persone.
Ogni uomo deve difendere
la sua identità da mille attacchi,
non sempre palesi e quindi difficili
da prevedere e contrastare.
Diventiamo sempre più fragili,
anche se apparentemente
più armati a difesa;
è nell'intimo la debolezza.
Per riacquistare vigore
abbiamo bisogno di aiuto esterno,
di collaborazione fraterna;
non è facile trovarne e spesso
nemmeno proviamo a cercarne.
Così viviamo a disagio, senza sicurezza,
con fiducia e speranza in declino.
La salvezza di ognuno è possibile
se crescerà la solidarietà fra tutti:
occorre gettare ponti tra gli uomini,
che consentano scambio di energia.
Nessuno si isoli nelle sue difficoltà:
se tenderà le braccia
troverà qualcuno
pronto ad accoglierlo.

(Carla Piccinini)

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